Un cammino tra i profumi della macchia mediterranea
Il Tre Pizzi (Monte San Pietro) è una delle icone più affascinanti e selvagge dell'Aspromonte greco. Con la sua forma inconfondibile che domina la Locride, offre un’esperienza di trekking che unisce natura incontaminata, leggende locali e panorami mozzafiato.
Un profilo unico che definisce l’orizzonte della Locride, situato nel territorio tra Antonimina e Ciminà, all'interno del Parco Nazionale dell'Aspromonte, questo rilievo non è solo una meta per escursionisti, ma un vero e proprio monumento naturale.
Le sue tre vette di arenaria, che si stagliano contro l'azzurro del cielo e del mare, raccontano storie di pastori, briganti e una natura che non ha mai smesso di essere sovrana.


Il percorso verso la cima del Monte Tre Pizzi inizia poco fuori l’abitato di Ciminà, borgo celebre per il suo squisito caciocavallo, presidio Slow Food , sulla strada che si percorre per raggiungere lo Zomaro, all’altezza della Località “Fimmina”. Il sentiero si snoda inizialmente tra distese di ginestre e corbezzoli, avvolgendo l'escursionista nei profumi tipici della “macchia mediterranea”.
Man mano che si prosegue la vegetazione lascia spazio a formazioni rocciose suggestive. Il percorso richiede un po' di fiato, ma ogni passo è ripagato dalla vista che inizia a spaziare sui famosi “calanchi bianchi” di Antonimina, che sembrano onde di terra cristallizzate nel tempo.
Sulla sua sommità sono ancora visibili i ruderi di un convento di frati eremiti (Basiliani) che risale molto probabilmente al XII secolo, nota come "La chiesetta dei Tre Pizzi”.
Raggiungere la cima (circa 700 metri sul livello del mare) regala una sensazione di vertigine e libertà.
Dalle "creste" dei Tre Pizzi, lo sguardo corre libero lungo tutta la “Costa dei Gelsomini”, dalla rocca di Gerace fino alle alture di Pietra Cappa, si evidenziano i crinali aspromontani e i percorsi delle fiumare che dal monte raggiungono il mare, separando le vallate della Costa dei Gelsomini.
È il luogo perfetto per una sosta contemplativa... dove il silenzio è rotto solo dal passaggio di qualche falco pellegrino che nidifica tra le pareti rocciose.


Raccomandazioni:
- Ci troviamo all'interno del Parco Nazionale D'Aspromonte , qui si rispettano le "Regole del Bosco" rispetto dell'ambiente, divieto di accendere fuochi
Consigli pratici per l'escursione
Per goderti al meglio questa esperienza calabrese, ecco qualche suggerimento:
• Periodo migliore: La primavera (per le fioriture) e l’autunno (per le temperature miti). L'estate può essere molto calda, quindi meglio partire all'alba.
• Abbigliamento: Scarpe da trekking con un buon grip (l'arenaria può essere scivolosa), cappello e molta acqua.
• Difficoltà: E (Escursionistico). Il sentiero è ben tracciato ma presenta tratti in pendenza che richiedono un minimo di allenamento.
Consigli dell’Host:
Se hai tempo, concludi la giornata con una degustazione di prodotti locali a Ciminà. Il contrasto tra la fatica della salita e il sapore intenso del caciocavallo presidio Slow Food renderà questa giornata indimenticabile.










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