Qui in Calabria, ospitalità e accoglienza si basano sul “fattore Umano”, l'esperienza parte da qui... Dimenticate la reception formale e le divise.
In un retreat calabrese, l'accoglienza è intima e personalizzata, quasi un'iniziazione.
Sarai un "ospite temporaneo" della nostra comunità, non un numero di camera.
Il rito della “Xenìa” rappresenta per noi un'eredità diretta della Magna Grecia
Oggi, nel nostro Retreat in Calabria, abbiamo scelto di onorare questa eredità e farvi vivere un'esperienza turistica unica.
Il turismo esperienziale è una forma di viaggio centrata sulla partecipazione attiva e il coinvolgimento emotivo, in cui il turista cerca esperienze autentiche e locali piuttosto che la semplice visita turistica di massa. Si basa sull'immersione nel territorio, stimolando i sensi attraverso attività come laboratori artigianali, enogastronomia, natura e cultura, trasformando la vacanza in un ricordo indelebile.

Un tuffo nel “Wild” e non solo.
La Calabria offre un contrasto unico, tra le vette innevate dell'Aspromonte e le acque cristalline del mar Jonio. L'esperienza gioca proprio su questo dualismo. Le brevi distanze permettono, nella stessa giornata, di poter godere dello spettacolo unico dell'alba in spiaggia e di un buon pranzo casereccio in montagna, per gustare le prelibatezze calabresi.
Mezzora di auto separano le spiagge affollate di Locri dal fresco delle faggete aspromontane. Paesi come Canolo o Antonimina, villaggi come Zomaro o Moleti, arroccati sull'Aspromonte, sono luoghi dove la natura ancora ci dimostra tutto il suo lato wild e la gente è cordiale e disponibile con tutti.
• Immersione nella Natura con Trekking guidati tra i vari sentieri dell'Aspromonte (Sentiero dell'Inglese, sentiero del brigante e molti altri), escursioni nei borghi più belli della Calabria (Gerace, Stilo, Tropea, Scilla), sessioni di yoga all'alba sulle spiagge solitarie del litorale jonico.
La Locride è una terra di contrasti spettacolari, alle spalle la natura selvaggia dell'Aspromonte e davanti la “Costa dei Gelsomini”.
Un Retreat qui significa trasformare questa "ruvidità" in un lusso esperienziale.
• Riconnessione Culturale tramite esperienze mirate, come la visita al Museo e alla zona Archeologica di Locri Epizefiri, il museo di Reggio Calabria, dove sono esposti i Bronzi di Riace, la visita a laboratori di ceramica a Gerace e Gioiosa Jonica, il Parco Museo di arte contemporanea “Musaba” di Nik Spatari a Mammola, la scoperta di borghi antichi come Tropea, Scilla, Pentedattilo o Stilo.


Gastronomia Rigenerativa
La cucina è il cuore pulsante della Calabria. Aspettatevi il concetto di "farm-to-table" (dal campo alla tavola). Olio d'oliva extravergine locale, bergamotto, ortaggi biologici e il famoso peperoncino piccante di Calabria.
Spesso sono previsti corsi e workshop di cucina tradizionale.
Digital Detox
Molti Retreat incoraggiano l'abbandono dello smartphone nelle aree comuni per favorire il silenzio e la conversazione reale.
Il lusso, spesso, non è dato dal Wi-Fi ultra-veloce, ma dalla qualità del silenzio e dalla purezza dell'aria.
• All'interno del nostro Retreat ci piace garantire Silenzio e Privacy ai nostri ospiti, a differenza dei grandi resort, qui il lusso non è lo spazio. Meno camere, più silenzio, e soprattutto più tempo per sé stessi.
Perché scegliere la Calabria per un Retreat?
Mentre molte regioni italiane sono diventate "cartoline" per turisti, la Calabria conserva ancora un'energia ruvida e onesta, un'anima wild. Un Retreat qui funziona perché ti costringe a confrontarti con la natura prepotente, offrendoti però un rifugio sicuro e curato dove elaborare con energia questa esperienza.
Se stai cercando il glamour da passerella, meglio puntare altrove.
Se cerchi un luogo dove "perdere i sensi" per ritrovare il tuo centro, tra profumo di gelsomino e aria di mare, la Calabria ti regalerà un'esperienza imbattibile.
Curiosità:
Edward Lear (una delle personalità più poliedriche e affascinanti dell'Inghilterra vittoriana, universalmente celebrato come il padre della poesia nonsense) nel 1847 vestì i panni dell'esploratore raffinato per intraprendere un viaggio a piedi attraverso una delle terre più selvagge e meno conosciute dell'epoca: la Calabria.
Insieme al suo fedele compagno di viaggio, John Proby, e a un asino di nome Ciccio, Lear percorse la provincia di Reggio Calabria.
Fu un viaggio d'altri tempi, dettato dalla curiosità di documentare paesaggi che sembravano sospesi nel mito.
I suoi disegni e i suoi diari catturarono:
• Pentedattilo, dove rimase folgorato dalla "mano di pietra" del borgo, descrivendolo come uno dei luoghi più drammatici mai visti.
• Gerace e Stilo di cui ammirò l'architettura bizantina e la nobiltà dei palazzi.
• L’Aspromonte di cui dipinse le foreste fitte e i crinali scoscesi, spesso lamentandosi ironicamente delle strade impervie o inesistenti.
Le sue memorie, pubblicate nel 1852, sono preziose perché offrono un ritratto onesto e privo di pregiudizi.
Lear descrive i calabresi con simpatia, sottolineando la loro straordinaria ospitalità
"La Calabria è un giardino delizioso, ma i suoi sentieri sembrano disegnati da un ragno ubriaco."
Lear ha saputo vedere la bellezza nel "ruvido".
I suoi schizzi sono ancora oggi una testimonianza fondamentale di come appariva il Sud Italia prima dell'Unità e della modernizzazione selvaggia.
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