La zona di Zervò rappresenta l'anima più mistica e riflessiva dell'Aspromonte.
Il luogo dove la natura imponente incontra la storia dell'uomo e il silenzio della spiritualità.
Il punto focale della zona è senza dubbio il Crocifisso, una statua imponente che svetta tra i pini larici e gli abeti.


• L'atmosfera: Arrivare ai piedi della croce dopo una passeggiata nel bosco è un'esperienza che tocca anche i non credenti. Il contrasto tra il bronzo scuro e il verde intenso della montagna crea un quadro di rara suggestione, specialmente nelle giornate di nebbia, quando la figura sembra emergere direttamente dal mistero dei boschi.
Storia di una Rinascita: Dall'Ex Sanatorio alla Comunità
La storia di Zervò è legata a doppio filo al maestoso complesso architettonico che domina l'altopiano: l'Ex Sanatorio Vittorio Emanuele III.
• Le Origini: Costruito negli anni '20 per curare i malati di tubercolosi grazie all'aria finissima della zona.
• La Trasformazione: Dopo anni di abbandono, la struttura è stata recuperata dalla Comunità Incontro fondata da Don Pierino Gelmini. Oggi il centro di accoglienza e recupero, avamposto di speranza e dignità è chiuso.
La Memoria Storica: La Battaglia dello Zervò
Per gli amanti della storia, Zervò ricorda anche uno degli ultimi scontri della Seconda Guerra Mondiale in terra calabrese.
Nel settembre del 1943, proprio tra questi boschi, si svolse la Battaglia dello Zervò tra i paracadutisti del battaglione "Nembo" e le truppe canadesi.
Un monumento in loco ricorda oggi i caduti di quel tragico scontro, rendendo la zona un vero museo a cielo aperto.


Zervò è un nodo cruciale per l'escursionismo aspromontano. Da qui partono e transitano sentieri di rara bellezza:
• Sentiero del Brigante: La tappa che attraversa Zervò è una delle più amate per la varietà del paesaggio.
• Le Fontane di Zervò
Camminando nei dintorni si incontrano sorgenti d'acqua purissima, dove sostare nel silenzio assoluto rotto solo dal fruscio del vento tra le chiome dei pini.
• Birdwatching in Aspromonte
La zona è ideale per avvistare rapaci che sfruttano le correnti ascensionali delle profonde vallate che degradano verso la Piana di Gioia Tauro.
La zona è raggiungibile tramite strade asfaltate (seppur montane), rendendola una meta accessibile anche a chi non può affrontare lunghi trekking a piedi.
Consiglio dell'Host: Visitate Zervò durante il periodo autunnale, quando il silenzio della montagna si sposa con i colori caldi del foliage.
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